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Guidabilità eccellente e scatto fulmineo, ma…
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Non ritenuta opportuna la frenata rigenerativa
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Qualità migliorata sotto tutti i profili
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Assetto molto sincero, comandi poco comunicativi

McLaren Artura, primo assaggio su strada

Abbiamo messo alla prova su strada la McLaren Artura, erede della apprezzata 570S con propulsore ibrido bi-turbo.

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La nuova McLaren Artura non solo ha una notevole presenza, ma la sua piattaforma in fibra di carbonio abbinata al propulsore ibrido V6 biturbo costituirà la base per quasi tutte le McLaren per il prossimo decennio.

Guidabilità eccellente e scatto fulmineo, ma…

L'Artura ha una guidabilità eccellente e, grazie ai 671 CV del suo V6 biturbo accoppiato a un motore elettrico, scatta da 0 a 100 km/h in tre secondi esatti, con una velocità massima di 330 km/h.

Finalmente abbiamo avuto il piacere di testare la nuovissima McLaren Artura. Un modello decisamente atteso, non solo perché sostituisce la 570S quanto perché la sua piattaforma in fibra di carbonio abbinata al propulsore ibrido V6 biturbo costituiranno la base per quasi tutte le McLaren per il prossimo decennio.

Una responsabilità notevole che ha probabilmente contribuito a ritardare di oltre un anno l’avvio della produzione dalla data della presentazione.

Sia come sia, guidando per la prima volta l'Artura ormai quasi pronta ad entrare negli showroom dei concessionari, abbiamo riscontrato solo alcuni problemi tecnici minori, associati ad altri a nostro avviso di maggior portata. Prima di tutto un complimento: l'Artura offre un’eccellente guidabilità grazie anche al V6 biturbo accoppiato a un motore elettrico che eroga 671 CV e 720 Nm di coppia. Quanto basta per far scattare l'Artura da 0 a 100 km/h in tre secondi esatti con una velocità massima di 330 km/h. Fantastico.

Non ritenuta opportuna la frenata rigenerativa

McLaren non ha previsto per l'Artura un sistema di frenata rigenerativo, perché ha preferito dare la priorità a un feedback costante del pedale del freno.

Valori che McLaren attribuisce anche al peso limitato a 1.498 kg, nonostante la presenza di 130 kg supplementari di batteria e motore elettrico.

La batteria dell’Artura, che ha una capacità di 7,4 kWh, è buona per un'autonomia elettrica di circa 30 km, anche se, va sottolineato, manca la frenata rigenerativa, perché la McLaren ha dato priorità al feedback costante del pedale del freno.

Poi c'è l’abitacolo, che presenta un design rinnovato rispetto agli attuali modelli quali la GT e la 720S. Ci sono strumenti più intuitivi, nuovi sedili, un layout più pulito e un touchscreen da otto pollici meno complesso e più semplice da utilizzare. La configurazione dell'infotainment incorpora l’Apple CarPlay.

Qualità migliorata sotto tutti i profili

Nel complesso, l'interno della McLaren Artura rivela una qualità superiore rispetto alle McLaren precedenti. Ci sono anche i miglioramenti significativi sia nella dinmica di guida sia nella rumorosità.

I comandi presenti nel quadro strumenti sono per le modalità di guida e il selettore delle marce ed entrambi sono facilmente raggiungibili.

Nel suo insieme, l'interno mostra complessivamente una qualità superiore rispetto a qualsiasi McLaren precedente. Ciò integra i miglioramenti altrettanto significativi sia nella qualità di guida sia nella rumorosità.

Lo stesso vale per il nuovo V6, che è probabilmente più silenzioso di quanto ci si potrebbe aspettare, pur se è molto divertente da ascoltare se si preme con decisione il pedale del gas, con la lancetta del contagiri che arriva rapidamente a lambire la zona rossa, a quota 8.500 giri.

Assetto molto sincero, comandi poco comunicativi

Finché non si raggiungono i limiti (in pista, ovviamente) le capacità dinamiche della McLaren Artura ci sono sembrate nel complesso un po’ sfuggenti e non proprio immediate da apprezzare, probabilmente anche per via dei controlli elettronici.

L’autotelaio, anche a velocità sostenute, si dimostra particolarmente sincero, dal momento che l’Artura sembra viaggiare sui binari.

Non ci sono sbavature o incertezze nel modo in cui la vettura frena, affronta le curve, passa da un rapporto all’altro. Caratteristiche che si esaltano in pista, dove questa plug-in diventa una vera supercar, specie se si disattivano gli aiuti elettronici.

Tuttavia, finché non si raggiungono i limiti di questa McLaren, le sue capacità dinamiche ci sono sembrate nel complesso un po’ sfuggenti e, per così dire, non proprio istantanee.

E, sebbene sia un’ottima vettura forse non arriverà dritta nel cuore degli appassionati se confrontata con rivali quali Ferrari, Lamborghini e, in parte, Audi. E poi non si possono dimenticare i problemi di affidabilità che sembrano affliggere l’Artura e che hanno comportato notevoli ritardi sull’avvio della produzione.

Insomma l’Artura ci è sembrata un’ottima vettura grazie a una base davvero eccellente. Ma il giudizio definitivo resta in sospeso, in attesa di vedere (e di provare) la versione definitiva…

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